Il mio approccio
Osservare prima di fotografare
Ogni lavoro comincia prima dello scatto. Osservo il contesto, ascolto le persone e cerco di capire quali elementi siano davvero importanti per il racconto.
Che si tratti di un reportage, di un evento, di un’attività professionale, di uno spazio o di un progetto personale, non applico una formula uguale per tutti. Il mio modo di lavorare nasce da un approccio documentario e si adatta alle persone, alle relazioni e alle situazioni che incontro.
Durante le riprese cerco di essere presente senza occupare la scena. Seguo ciò che accade, anticipo le azioni e presto attenzione ai gesti, agli ambienti e ai dettagli che permettono di comprendere non soltanto che cosa accade, ma come viene vissuto.
Naturale non significa casuale
Non costruisco scene artificiali e non chiedo alle persone di interpretare una parte davanti alla macchina fotografica. Questo, però, non significa lasciare tutto al caso.
Quando è necessario, scelgo la luce, organizzo un ritratto, suggerisco una posizione o metto ordine in una situazione. Il mio intervento rimane misurato: serve a rendere l’immagine più chiara ed efficace senza cancellare la personalità delle persone o il carattere del luogo.
L’esperienza mi permette di capire quando avvicinarmi, quando aspettare e quando intervenire. È un equilibrio particolarmente importante negli eventi e nei momenti irripetibili, nei quali la discrezione non deve diventare assenza e la presenza non deve essere invadente.
Costruire un racconto
Il lavoro non termina nel momento in cui vengono realizzate le immagini. La selezione e la sequenza delle fotografie, così come il suono e il montaggio nel video, partecipano alla costruzione del racconto.
Non cerco soltanto singole immagini riuscite, ma un insieme coerente nel quale scene ampie, gesti, dettagli, azioni e momenti di pausa si sostengano a vicenda.
Fotografia e video utilizzano linguaggi differenti, ma rispondono allo stesso principio: dare forma all’esperienza senza ridurla a una successione di immagini convenzionali.
Persone, relazioni e luoghi
Ciò che mi interessa è il modo in cui le persone si muovono, entrano in relazione e danno significato ai luoghi che attraversano.
Questo sguardo attraversa i reportage, i progetti di ricerca e il lavoro su commissione. Nel reportage accompagna l’osservazione di persone, comunità e situazioni reali; nella ricerca il reale diventa il punto di partenza per una visione più personale; negli incarichi professionali mi permette di raccontare persone, attività ed eventi senza perdere il carattere specifico di ciò che ho davanti.
Il risultato che cerco non è una versione idealizzata della realtà, ma un racconto curato, vivo e riconoscibile, nel quale persone, relazioni e luoghi conservino la propria identità.
Parliamo del tuo progetto
Hai una storia, un’attività, un evento o un progetto da raccontare? Scrivimi per parlarmi della tua idea e capire come svilupparla attraverso fotografia o video.