Il Maggio di Accettura
Una comunità che modifica il mondo per produrre significato
Il Maggio di Accettura
Ad Accettura, in Basilicata, il Maggio non è solo una festa popolare. È un rito collettivo in cui una comunità intera si misura con il bosco, la fatica, la devozione e la trasformazione fisica del paesaggio.
Il rito arboreo, legato alla festa di San Giuliano, ruota intorno al taglio, al trasporto e all’innalzamento di due alberi destinati a unirsi simbolicamente. Il paese partecipa attraverso gesti concreti: scegliere, tagliare, trainare, sollevare, accompagnare, osservare.
Questo reportage fotografico cerca il punto in cui il lavoro diventa rito e il rito diventa forma visibile di appartenenza.
Rito, fatica e comunità
Il Maggio di Accettura mette in scena una relazione antica tra persone, territorio e gesto collettivo. La festa non si limita a rappresentare una tradizione: la produce fisicamente, attraverso corpi che spingono, mani che legano, animali che trainano, uomini che coordinano, famiglie che attendono.
Ogni passaggio richiede presenza, forza e partecipazione. Il paese non assiste semplicemente al rito: lo costruisce.
Reportage fotografico sul Maggio di Accettura
Una selezione di immagini sul rito arboreo di Accettura: il bosco, il trasporto degli alberi, la partecipazione collettiva, la devozione e i momenti di attesa intorno alla festa.
Una trasformazione collettiva
La forza del rito non sta solo nel momento finale, ma in tutto ciò che lo prepara: la fatica condivisa, le attese, le decisioni, i gesti ripetuti, il rapporto tra chi guida e chi segue, tra chi partecipa e chi osserva.
Il progetto guarda a questa trasformazione: il passaggio da materia a simbolo, da lavoro a rito, da gesto individuale a forma collettiva.
Scheda progetto
Luogo: Accettura, Basilicata
Tema: rito arboreo, comunità, lavoro collettivo, devozione popolare
Categoria: reportage fotografico / progetto documentario
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